HONKY CHATEAU
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recensione di un disco
di Elton e sarà pubblicata in questa sezione.
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cerchiamo critici
professionisti, ma le impressioni, positive o negative, dei fans!
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Honky Chateau, pubblicato nel 1972, è stato ‘album della svolta “commerciale” di Elton. Infatti dopo la serie di album orchestrali, con gli splendidi arrangiamenti di Paul Buckmaster, si è passati a un classico album pop registrato in Francia negli studi del castello di Herouville, che avrebbe ispirato il titolo del disco. E un altro cambiamento sostanziale è la presenza costante in tutti i brani della Elton John band, con Nigel Olsson alla batteria, Dee Murray al basso e Davey Johnstone alle chitarre (e mandolino) al posto della moltitudine di session men che avevano contraddistinto i precedenti album, integrati da una sezione di fiati e dal violino elettrico di Jean Luc Ponty. La produzione è sempre di Gus Dudgeon ma il suono risulta sicuramente diverso, più pop, più moderno, con un occhio di riguardo alle classifiche, anche se non in manierà così sfacciata come sarebbe successo con il successivo Don’t Shoot Me, uscito pochi mesi più tardi. Il risultato è un album molto buono, di grandissimo successo, anche se effettivamente siamo su un livello inferiore a capolavori come Tumbleweed Connection e Madman Across The Water, che rimarrano il top qualitativo nella sua carriera. L’album contiene Rocket Man che si rivelerà come una delle canzoni simbolo per Elton insieme a Your Song, un suo marchio di fabbrica con i famosi versi di Bernie “She packed my bags last night, pre flight, zero hour nine a.m., and I’m gonna be high as a kite by then.” Altro pezzo notevole è sicuramente la splendida Mona Lisas And Mad Hatters, brano un po’ anomalo rispetto rispetto agli altri contenuti nell’album, molto tranquillo con in evidenza, una volta tanto, Davey Johnstone al mandolino, con il quale si trova sicuramente meglio rispetto alla chitarra elettrica. Il violino elettrico di Jean Luc Ponty si esalta nella bellissima, ma poco considerata, Amy, altra gemma dell’album, una canzone molto tirata e particolare. Vengono invece ricordate canzoni come Hercules, abbastanza banalotta, e due brani come I Think I’m Gonna Kill Myself e Honky Cat ampiamente sfruttati nei concerti live, soprattutto quest’ultimo che si presta a virtuosismi pianistici. Honky Chateau in definitiva è sicuramente un album riuscito, senza particolari punti deboli o particolari vette qualitative, e rappresenta la svolta nella carriera di Elton verso i successo planetario. Un album fondamentale nella sua discografia, come quasi tutta la produzione degli anni 70, che rimane sempre a un livello nettamente superiore a quello che seguirà negli anni 80 e 90. |
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