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Empty Sky
 

inviate la vostra recensione di un disco di Elton e sarà pubblicata in questa sezione.
non preoccupatevi, non cerchiamo critici professionisti, ma le impressioni, positive o negative, dei fans!


di Beppe Bonaventura (2004)

Che dire di Empty Sky, primo album realizzato da Elton nel lontano 1969? Che è un bel disco! Prima di fare tutte le considerazioni del caso riguardo alla qualità assoluta del disco, è un prodotto che si ascolta con piacere nonostante sia un'opera prima, con tutti i difetti e le manchevolezze che quasi tutti i dischi di esordio hanno.  Di sicuro non è un album particolarmente originale, anzi spesso è scopiazzato dagli altri artisti dell'epoca, non contiene capolavori, la produzione (per stessa ammissione di Steven Brown) è quasi inesistente e si sente che è stato realizzato con un budget molto limitato, ma ciò nonostante Elton inizia a far vedere quello che è capace di fare.  Il disco è stato realizzato internamente alla Dick James Music, con mucisti e un produttore quasi "di fortuna", scegliendo tra le decine di demos realizzati in quegli anni le canzoni più valide, quelle non scritte ad uso prettamente commerciale da fornire ad altri artisti. Tra i musicisti, oltre all'inconfondibile chitarra di Caleb Quaye, troviamo la prima apparizione di Nigel Olsson in Lady What's Tomorrow, canzone piacevole ma di certo non memorabile. Le cose migliori, secondo me, sono Empty Sky, Hymn 2000, Sails e soprattutto Gulliver, mentre ho sempre trovato abbastanza scontata e sdolcinata l'unica canzone di questo album che di solito viene ricordata, Skyline Pigeon. Lo stesso Elton la considera la sua prima canzone di un certo spessore ma, che volete che vi dica, a me non è mai piaciuta particolarmente, la trovo solo discreta. Pongo invece un gradino sopra tutte la dimenticata Gulliver: in questo brano trovo che si intuisca quello che Elton avrebbe mostrato da li a poco con i grandi album che sarebbero seguiti.  Comunque, nel suo insieme, è un disco che ascolto sempre con piacere, il livello medio delle canzoni rimane tra il discreto e il buono, senza cadute particolari.  Gli arrangiamenti, come ho già detto, sono abbastanza grezzi ma Steven Brown era solo un tecnico del suono che si era improvvisato produttore e non si poteva chiedergli un miracolo.  Il piano di Elton ancora non emerge, mentre c'è un uso spropositato di clavicembalo (!) he in un disco senza accompagnamenti orchestrali suona veramente strano. Elton non ha chiaramente la visione chiara di dove vuole andare a parare, saccheggia un po' i generi e gli artisti dell'epoca e probabilmente non vuole arrischiarsi di andare in una direzione ben definita; sa che questa potrebbe essere l'unica occasione per incidere un album suo e vuole fare un prodotto che possa andare bene al pubblico di allora, che possa vendere discretamente e dargli l'opportunità di proseguire una carriera autonoma.  Ma, a distanza di tanti anni, per un ascoltatore esterno, penso che non sia un disco così estraneo alla produzione più classica che sarebbe venuta dopo, come è invece è successo per le opere prime di altri artisti.  In definitiva, Empty Sky rimane un album più che discreto che ha dalla sua molte attenuanti per le manchevolezze che lo affliggono, e che mostra in parte già le capacità compositive e interpretative del futuro "vero" Elton John.

voto (da 0 a 10): 6,9


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