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Nessuno è un buffone mentre recita Shakespeare Intorno al pavimento della tua sala del trono Mentre si danza l'atto del giocoliere Sulla corona che un tempo portavi E presto o tardi
Cesare ha avuto i tuoi problemi
Alcuni fanno meglio a restare
marinai
E se le mie mani sono macchiate
per sempre
Cesare ha avuto i tuoi problemi
Nessuno è un buffone
mentre recita Shakespeare
Il Re è morto
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No
man's a jester
playing Shakespeare Round your throne room floor While the juggler's act is danced upon The crown that you once wore And
sooner or later
Caesar's
had your troubles
Some
men are better staying sailors
And
if my hands are stained forever
Caesar's
had your troubles
No
man's a jester playing Shakespeare
The
king is dead,
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© 1969 Dick James Music Limited
La melodia, accompagnata per tutta la sua durata dal pianoforte e molto orchestrata, inizia in maniera cupa ma tranquilla, per poi velocizzarsi improvvisamente e finire maestosamente in crescendo. Il testo di Taupin, ancora una volta enigmatico, presenta molte parole dell'antico inglese rinascimentale e medioevale, e parla della detronizzazione di un Re. Questa parola ('King') é ricorrente in tutta la canzone. La parte finale é spaventosamente drammatica, e dai versi si capisce chiaramente la morte del Re ('The King is dead, the King is dead') come confermano anche i toni drammatici e aggressivi della melodia. Il brano finisce in maniera tranquilla ma maestosa, con una frase che lascia immaginare l'incoronazione di un nuovo Re ('Long live the King'). Pare che Bernie si sia ispirato al libro omonimo 'The King Must Die' di Mary Renault. (Pierluca Turnone, 2008)
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