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Se senti che è reale io subisco un processo Ed io sono qui nella tua prigione Come una moneta nella tua miniera Sono ammaccato e sfinito dal grande tradimento Attraverso un occhio di vetro
il tuo trono
Portami dal pilota
Portami dal pilota
Dunque, so che non è
anziano
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If
you feel that it's real I'm on trial
And I'm here in your prison Like a coin in your mint I am dented and I'm spent with high treason Through
a glass eye your throne
Take
me to the pilot
Take
me to the pilot
Well
I know he's not old
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testo di Bernie Taupin (da Elton John, 1969)
traduzione di Davide Frezzato 02/05
Più
volte, in diverse interviste, lo stesso Bernie Taupin ha dichiarato di
essersi chiesto innumerevoli volte quale sia il significato di questo
testo.
Sembra un vero e proprio controsenso, forse un’ulteriore
stranezza che
la strana e consolidata coppia di artisti propone ai suoi fan.
Effettivamente
è del tutto normale trovarsi davanti a questo breve testo e
chiedersi:
“Ma cosa può voler dire?”.
Può sembrare una pazzia che un
poeta scriva e non sappia cosa stia scrivendo. All’occhio
attento, Bernie,
forse inconsapevolmente, propone un testo molto e molto importante.
Ricco
di significato, e soprattutto molto prezioso.
Questa
canzone, più delle altre a mio avviso, ci presenta il vero
trionfo
delle parole, del testo di una canzone. Più volte ho tentato
di
immaginare Bernie, posseduto dall’estro creativo, comporre e
scrivere molti
fogli di testi, con parole ricercate, parole che possano arrivare al
cuore
e all’anima delle persone. E questo testo, vuole essere un
qualcosa di
diverso, un qualcosa di straordinario.
Un
testo che rimane senza significato, e ne rimarrà privo. Ma
chi ha
mai detto che delle parole possa coesistere in un testo solo se hanno
un
significato logico, una volta che sono concatenate le une alle
altre?
Più nessuno purtroppo presta attenzione alle parole, alla
bellezza
di ogni singola parola. Quasi nessuno ormai immagina che le parole
hanno
una vera e propria storia, che sono sempre esistite e che si sono
trasformate,
si sono lasciate cesellare dalle varie lingue e culture che le hanno
prese
in prestito e le hanno poi fatte loro.
Il
segreto di questo testo sta nel fatto che le menti ottuse cercano un
significato
universale, una bellezza che abbracci tutto il testo.
Ma
pensiamo ad una cosa. Immaginiamoci al posto di Elton John, riceviamo
un
testo che apparentemente non ha significato. Riusciremmo a scrivere una
musica, un accompagnamento musicale per un testo vuoto?
Certo
che no, ma Elton non ha forse scritto la musica per queste parole? Non
ha forse creato una sintonia fra testo e musica! E tutto questo
perché
avrà capito che queste parole vanno prese per quello che
sono, parole
che non posso essere viste nel loro insieme. La bellezza è
rinchiusa
in ogni singola parola, che ci mostra tutta la sua forza, storia e
bellezza
interiore ed esteriore.
Questo
testo è, a mio personale e semplice avviso, il
più interessante,
ci fa capire che ogni parola da noi pronunciata non ha bisogno di altre
parole per voler dire qualcosa. Basta a se stessa.
Perché
spremerci le meningi per trovare un senso, dove questo senso non
esiste.
Proviamo a pronunciare queste parole singolarmente, dando ad ognuna di
loro il rispetto che meritano, e possiamo forse intuire una
cosa… In ognuna
di loro è racchiusa una musicalità del tutto
particolare,
una musicalità che un pianista ha raccolto prima di noi e ha
immortalato
per sempre sulla sua tastiera.
Le
parole, non il senso. Questo è quello che dobbiamo
apprezzare. (Davide Frezzato)
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