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Cartier e Mercedes, pazzie da Elton di Lucia Marchio GENOVA - Un puntino. Proprio
come Venere, che l´altro giorno, dopo secoli, tornava a «baciare»
il Sole. Si, Elton John sembrava davvero un puntino, martedi sera, su quel
mastodontico palco a ridosso del mare, in Fiera. Ma brillava di luce propria.
Una stella - non un pianeta, va da sé - che si è illuminata
di immenso per ben due ore e mezza, con la complicità di un roseo
tramonto e l´abbraccio caloroso degli astanti, quasi seimila, «baciati»
a loro volta da una toccante esibizione per sola voce e pianoforte, supportata
in qualche occasione (come in «Nikita») da una leggera base
sinfonica e spesso (con «Philadelphia Freedom» tra tutte) da
una batteria «umana», quella dettata dai battiti di mano scanditi
a tempo dal pubblico.
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Giovani fan appassionati
Elton John? Quasi un culto.
Prima di tutto per Alessandro Repetto, presidente della Provincia di Genova:
«Con Elton John realizzo la prima parte del mio sogno: portare i
grandi poersonaggi del mondo del rock a Genova. Perché questa è
una musica che permette di fare cultura e trasmettere valori come pace,
fratellanza e solidarietà». Repetto, però, non era
vestito da rocker in onore di Elton: «Tranquilli, lo farò
mercoledì prossimo per il concerto di Peter Gabriel». A sentire
il cantante inglese anche il sindaco Pericu e Germano Celant, supervisor
di Genova 2004 e grande amico di Elton.
(ha collaborato Raffaella Grassi) |
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Sir Elton incanta Genova
Con una lunga standing ovation,
mentre alle sue spalle il sole tramonta sul porto di Genova e le gru sembrano
tralicci senza tempo, Elton John appare sul palco. Redingote nera e rossa,
un leggero inchino. L'ovazione è calda come l'aria e si ripeterà
più volte nella serata. Perché il suo mix di sentimento e
tragedia, di ballate pop e virtuosismo pianistico da fan della black music
seduce e travolge.
RENATO TORTAROLO |
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Beppe |
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Dopo due ore di attesa sotto il sole, lo abbiamo visto arrivare in una Mercedes blu, scortato da due auto a sirene spiegate. Siamo entrate nella piazza alle 19.00 con ben tre mazzi di fiori: uno per il camerino, che gli è stato recapitato dalla sicurezza e due che io e Laura volevamo donargli durante il concerto e che invece la sua guardia del corpo ci ha sottratto praticamente con la forza. L'attesa è volata tra foto, saluti, nuove e vecchie conoscenze...finchè è arrivato LUI... Mancavano un paio di minuti alle nove: è entrato pacioso, sorridente, bellissimo. Ha iniziato a cantare Your song, con una voce potente e calda...non sarà piu' quella di una volta, ma è sempre la piu' bella. Ogni canzone ha donato emozioni a tutto il pubblico che è stato molto caloroso e partecipe. I'm still standing nella versione solo piano mi piace troppo, così come Philadelphia Freedom e Rocket man. Quanti ricordi mi ha fatto affiorare I need you to turn to! Potrei definirla la "nostra canzone". A parte le solite due/tre canzoni un pò noiosine e il finale deludente per la mancanza di autografi e per l'impossibilità di avvicinarsi al palco,è stato un concerto GRANDIOSO. Alla fine, quando con la sua tutina azzurra si è girato per andarsene, mi ha preso il solito magone. Come faccio a resistere fino alla prossima volta? Camilla |
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