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recensioni dei fans

RECENSIONI DEI VISITATORI

BLUE MOVES
 

Blue Moves

inviate la vostra recensione di un disco di Elton e sarà pubblicata in questa sezione.
non preoccupatevi, non cerchiamo critici professionisti, ma le impressioni, positive o negative, dei fans!


di
Giorgia Turnone  (2009)


"Blue Moves"

40 (+1) anni d’ispirazione -
1976: addio, bernie

Diciamolo chiaramente: ripetere la stagione 74/75 e bissarne le vendite sarebbe stato umanamente impossibile, anche per il duo che in poco più di 6 anni rivoluzionò la storia del rock,

Triste come una foglia morta. L’ultimo album John/Taupin anni 70s è la fotografia del loro autunno. Il successo non aveva fatto altro che mascherare le debolezze di entrambi, posticipando un declino fisiologicamente normale, ma psicologicamente davvero drastico. Troppo, per chi era abituato a incassare il doppio dei soldi che spendeva.

L’album alterna colpi geniali a pezzi poco memorabili, come a voler dire: “basta, non ce la faccio più”. Elton John era ormai schiavo delle proprie dipendenze, per anni aveva sfornato dischi come e meglio di una fabbrica, anche per lui arrivò il momento di tirare il fiato. La lucidità e la freschezza erano andate. L’atmosfera era cupa, un alone di oscurità fece da culla al disco che stava nascendo. Nigel Olsson era già stato rimpiazzato alla batteria da Roger Pope, e Kenny Passarelli aveva preso il posto di Dee Murray al basso. Il solo Johnstone risultò essere il superstite della vecchia band. Il lancio dell’album non potè che sancire la fine di un ciclo.

E’ stata una semplice “B” a complicare tutto. Il pianista compromise irrimediabilmente il bilancio delle vendite quando rilasciò la famosa intervista in cui dichiarava la propria bisessualità.

Anche Bernie Taupin, l’alter-ego di Elton, non era esente da problemi: in piena crisi coniugale, iniziava a condurre uno stile di vita non proprio salutare. Questo turbolento stato d’animo, inevitabilmente, si rispecchiava nei testi. Tristi, malinconici, rassegnati. Il paroliere non riusciva ad accettare la fine del suo matrimonio, e da lì a poco sarebbe arrivata anche quella della sua collaborazione con John. Forse ciò fu opera del destino, certo è che sarebbe stato più probabile l’allineamento della Terra con Giove che una separazione tra il Capitano Fantastico e il Cowboy Impolverato. E invece, Blue Moves sancì la (presunta) fine della collaborazione.. Qualcosa di impensabile fino a pochi mesi prima, quando Captain Fantastic & The Brown Dirt Cowboy sbancò le classifiche americane.

Senza Taupin, dunque. Dopo una vita. Dopo album memorabili. La stima, l’amicizia non vennero mai a mancare, ma Elton John voleva rifare il pieno a quella macchina, la sua musica, che doveva ripartire, anzi riprendere a camminare, per usare parole più appropriate al caso. Il cambio di paroliere non sembrava così imminente, e nemmeno così necessario, si è trattato di un puntello in corsa, un ennesimo rimedio perché qualcosa davvero non andava, perché ormai anche lo zoccolo duro dei fans si era accorto di cantare qualcosa che non c'è più.

E così, inevitabilmente, il nome di Bernie si slegò da quello di Elton per anni. Il paroliere, notoriamente la parte più debole, cadde nel trauma del divorzio e della dipendenza. Il genio di Pinner si auto-convinse che Gary Osborne, il nuovo compagno di scrittura, fosse la persona giusta con cui ritornare grande. Ci riuscì, in parte. D’altronde, un posto nella Storia del rock l’aveva. Ma per entrare nella Leggenda ed essere il numero 1 indiscusso, occorreva quella credibilità, quella sicurezza che solo un nome amato poteva dare, quella solida base che Elton John aveva costruito solo e unicamente con Taupin, quando i due erano solo ragazzini.

Un anno, il 1976, all’insegna della “B”.

B come bisessualità. B come Blue Moves.

B come “Bye bye, Bernie Taupin”.