Songs from the West Coast

Venticinque anni dopo Blue Moves, una serie di impressionanti alti e bassi nella propria vita artistica e
personale e di lotte drammatiche contro i propri vizi e le proprie debolezze, Elton sembra ora una persona
forse finalmente in pace con la vita e col proprio ritrovato talento. Talento non più imprevedibilmente
schizofrenico come nella prima metà degli anni Settanta, ma ancora vivo, a tratti geniale,  e comunque
sempre in grado di stupire ed emozionare.

Songs From The West Coast è al tempo stesso  classico e moderno, riflessivo e vivace, semplice e
profondo. E’ una fotografia forse un po’ sbiadita ma maledettamente affascinante dell’Elton che fu. E’ un
racconto dell’America che ti presenta i grandi sogni, l’opportunità di “scommettere sulle proprie vite”, che
ti porta ad essere “in cima al mondo”, ma che sa essere crudele e vendicativa, solitaria e piena di
contraddizioni. E’ una storia di suoni che s’ispira al passato più splendete di Elton John, quello di Madman
Across The Water e Tumbleweed Connection, e alla versione migliore dell’attuale country-rock americano
(vedi Ryan Adams). Il suono è semplice e depurato da tecnicismi e finzioni, con pianoforte e voce sempre
lì in prima fila. La batteria di Nigel Olsson, i cori stile anni ’70, le orchestrazioni di Paul Buckmaster sono
come perle nascoste che l’eccellente produzione di Patrick Leonard ha saputo ritrovare.

L’album svaria dal country al blues, dal pop al rock. Raggiunge vette eccellenti in Birds, Wasteland,
Emperor’s New Clothes e Ballad Of The Boy In Red Shoes. “Flirta” con John Lennon nella potente ballata
rock I Want Love e con Burt Bacharach nella malinconica This Train Don’t Stop There Anymore. Sa
essere tragico in American Triangle, felicemente scanzonato in Look Ma No Hands ed evocativo in
Mansfield. E anche i pezzi meno convincenti come Love Her Like Me e Original Sin riescono comunque a
comunicare qualcosa, a regalare un’immagine, un’atmosfera.

Dopo tanto tempo Elton John non è più un fantasma che cerca di impersonificare qualcosa che sia “alla
moda”, o che cerca di essere qualcosa di diverso da se stesso. Guarda il passato, forse con un po’ di
malinconia capisce che il “teenage idol” che ballava Crocodile Rock non tornerà più, ma finalmente
capisce che anche questo Elton può dire qualcosa, può fare della eccellente musica, può raccontare delle
belle storie di vita e di morte,  d’amore e di solitudine. A volte le foto un po’ sbiadite sono quelle che
conserviamo con più passione.

 Valutazione dell’album: ****1/2
 
 

1)Emperor’s New Clothes *****

2)Dark Diamond ***1/2

3)Look Ma No Hands ****

4)American Triangle ****

5)Original Sin ***

6)Birds *****

7)I Want Love ****1/2

8)Wasteland *****

9)Ballad Of The Boy In Red Shoes *****

10)Love Her Like Me ***

11)Mansfield ***1/2

12)This Train Don't Stop There Anymore ****1/2

MAX
 

 


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