Peachtree Road

recensione di Andrea Sganzerla

La recensione di un album come Peachtree road non è stata semplice. Ancora adesso dovrei ascoltarlo e riascoltarlo prima di poter dare un giudizio obbiettivo.
A dire il vero l’attesa per questo Cd è stata molta.
C’erano molti pessimisti e molti ottimisti; da tempo circolavano delle fotografie dove si poteva vedere che nell’album ci sarebbero stati arrangiamenti orchestrali e cori gospel.
Personalmente l’album mi ha convinto a metà; infatti è ben arrangiato ci sono delle cose molto positive ma è anche un album molto malinconico pieno di ballate e poco ritmato.
Purtoppo da tempo Elton non riesce a scrivere brani trascinanti convincenti.
La sola They call her the cat che secondo me è un buon brano è un po’ una cattedrale nel deserto; il resto dei brani son tutti brani piuttosto lenti.
Inoltre personalmente non mi piace molto il brano che è uscito come singolo: All that I’m allowed.
Questo brano infatti risulta essere un po’ banale rispetto al resto del Cd anche se obbiettivamente ha un ritornello che si ricorda molto facilmente.
Una cosa positiva del cd: si sente una continuità con l’amatissimo Songs from the west coast.
Son tornati gli arrangiamenti orchestrali, è tornato in maniera stabile Nigel Olsson(e si sente!) son tornati i mitici accompagnamenti vocali e anche Davey è stato ottimo alle chitarre al Dobro e al mandolino.
Una nota stonata: l’assenza di momenti pianistici di rilievo!Chi ha visto Elton live diverse volte credo che condivida questa mia affermazione!
Mi permetto di criticare l’artwork del cd; non discuto la copertina(è una foto che in un primo momento non dice granchè ma che poi risulta essere particolare e originale: nessuno aveva ancora messo un passaggio a livello in copertina!) ma critico aspramente l’assenza dei testi di Taupin.
Inoltre ultimamanete Elton si da un po’ troppo alla macchia; stanno sparendo le sue immagini dai cd(album e singoli) in video non compare più….mi viene da  pensare che si stia avvicinando ai nostri Battisti e Mina…!L’Artwork del Cd poteva essere più curato!!Dov’è finito D. Costa?
Inoltre persino John Mahon è migliorato: nel cd sembra quasi il grande Ray Cooper(dico quasi poiché Ray soprattutto dal vivo è insostituibile).
Doverosa la dedica di Elton a Gus Dudgeon a sua moglie Sheila, tutti sembrano aver dimenticano uno dei più grandi produttori di tutti i tempi!Lui rimarrà sempre il migliore produttore di Elton John(lavorò anche con Bowie, John Mayall, XTC ecc.) e la sua carriera è decollata grazie a lui.
Fortunatamente però è tornato a farsi sentire il Tambourine! Che da sempre contraddistingue il suono della Elton John Band.
Tra i ringraziamenti c’è anche un grazie a Barry White; spero che sia un ringraziamento al grande artista soul che tutti sembrano aver dimenticato.

1. Weight of the world  (8)
Il cd comincia con una bellissima ballata Weight of the World che mi riporta indietro negli anni; sembra di essere tornati nei mitici anni 70!Si sente tutto il sound della migliore  E.J. band dai mitici coretti al sound unico della batteria di Nigel Olsson. L’orchestra si sposa perfettamente con il sound della band; chitarre e pianoforte molto belli.
Anche l’assolo di piano molto semplice è tipico alla Elton che non si concede mai moltissimo in studio. (dal vivo come pianista dà il meglio di sé).

2. Porch Swing in Tupelo (8,5).
      Questa è una delle mie canzoni preferite di tutto il cd. Qualcuno ha criticato i cori gospel ma a me piacciono molto anche quelli. Anche qui si sente nitidamente il sound di Nigel e di Davey che è un po’ lo stesso da 30 anni ma che (scusatemi) è troppo bello!
La grandezza infatti dei musicisti infatti è data anche dall’avere un sound proprio non solo dalla tecnica; si pensi a un Eric Clapton. Ci sarebbero chitarristi più preparati tecnicamente ma lui ha un sound incredibile; lo riconosci da 2 note. Lo stesso direi dei nostri Nigel e Davey, anche se ovviamente certi paragoni a volte non sono proponibili.
Ottimo lavoro di Guy Babylon gli arrangiamenti orchestrali come nel brano precedente son efficaci e ben fatti; anche l’organo in sottofondo è molto bello.
Anche Bob Birch si integra alla perfezione con il resto del gruppo.
Il momento più toccante della canzone è probabilmente quando Elton nella parte centrale del pezzo fa un po’ di note al piano subito seguito dalle chitarre di Johnstone.
Brano lento ma che trasmette una notevole energia, grazie soprattutto ai bellissimi cori e alla batteria di Nigel.
 

3. Answer in the Sky. (7)
Il cd prosegue poi con il singolo americano Answer in the sky; è una canzone tipica alla Elton non troppo originale. Forse anch’io se fossi stato un produttore discografico avrei scelto questo brano come singolo; non vedo molti brani adatti a uscire come singoli.
Non credo però che una canzone del genere possa sfondare sul mercato; noi fans la troviamo un po’ scontata e poco originale ma non è male.
Anche qui cori gospel e chitarra elettrica abbastanza presente; arrangiamenti orchestrali e brano complessivamente che sa di già sentito. Secondo me meno bella dei due brani di apertura del cd; è comunque uno dei brani tra i più commerciali del disco.

4. Turn the lights out when you leave. (7,5)
 Qui si torna ad atmosfere meno commerciali e ci si tuffa nel country; si sente il gradito ritorno di John Jorgenson alla Pedal steel guitar (In Dixie Lily nel tour del 95 ci ha fatto sognare!). Per commentare questo brano sono poco obiettivo; infatti la mia girlfriend è una appassionata di musica country! A me sembra un bel pezzo: molto piacevole il pianoforte belle voci, belle chitarre, organo hammond e orchestra.
La consiglio a chi amava gli Eagles, The Band o altri gruppi americani: un buon brano.

5. My Elusive Drug (8,5)
Anche questa canzoni è una delle mie preferite; la prima volta che sentii questo brano alla Radio rimasi colpito.
Ero in auto con un tempo infernale sulla famigerata tangenziale di Mestre; il brano mi emozionò subito.
Mi ricordava moltissimo I’ve seen that Movie too anche se mi piace un po’ meno.
Anche questo brano secondo il mio modesto parere è uno dei momenti migliori del disco. Qui anche l’interpretazione vocale di Elton è straordinaria; mi piace molto anche la batteria di Nigel e quando entra l’orchestra!! Da ascoltare in auto(possibilmente non in tangenziale) o in una buia serata invernale.

6. They call her the cat. (8)

Finalmente un pò di rock n roll; altrimenti l’ascoltatore occasionale con questo cd potrebbe prendere sonno!!
La versione live trasmessa da MTV era ancora più energica; c’era più piano peccato che Elton in studio non si scateni e pesti più di tanto la tastiera.
A me piace questo brano anche se a molti non è piaciuto; io l’avrei arrangiata esattamente così forse l’unico neo è l’assenza di grandi assoli di piano: carini i fiati e i coretti! Divertente l’assolo di Dobro. Era da un bel po’ che i fiati non si integravano così bene in un brano di Elton; per un po’ sembra di essere tornati alla Tower of Power di Caribou o ai fiati di Honky Cat.
Per fortuna che è stata inserita questa canzone altrimenti era un cd troppo smorto.

7. Freaks in Love (6,5)
Altra ballata carina ma poco originale; è ben arrangiata ma molto scontata. Carine le chitarre e l’organo come pure i cori e l’orchestra.
E’ un brano che seppur ben interpretato non mi emoziona più di tanto; alla lunga risulta essere un po’ monotono: insomma non me lo porterei con me sulla Luna.

8 All that I’m Allowed (6,5)
Questo è uno dei brani che mi piace meno di tutto l’album; è troppo sdolcinato.
Mi sembra un brano buonista; non mi piace il suono del piano, le percussioni… salvo i coretti: soprattutto dal vivo sono risultati ben costruiti.
Però con quelle percussioni e quella chitarrina acustica mi sembra un brano natalizio: boh la trovo un po’ finta!
L’assolo di chitarra(?) non mi piace per niente!! è il brano che ho ascoltato di meno di tutto il cd.

8. I Stop and I breathe (6/7)
Questa canzone è un pò scontata e poco originale: se si prende in mano qualche altro cd di Elton ci sono delle somiglianze con molte altre canzoni. Non è male però passa un po’ inosservata. Anche le note di piano mi sembrano le stesse contenute in vecchie canzoni; migliora un po’ quando parte la batteria ma non è certo un brano da segnalare ai nipoti. Brano inserito per arrivare a 12 brani.

9. Too many tears (8,5)

Per fortuna si cambia registro e torniamo su buoni livelli. Mi piace parecchio questa canzone; sembra impossibile che Elton scriva brani come Allowed e poi ci stupisca con queste deliziose perle.
Uno dei brani più belli del cd; massimo spolvero dei coretti stile E. J Band; molto bello il mandolino di Johnstone che in questo disco (non me ne voglia Beppe)  ha fatto un buon lavoro!
Anche la slide guitar è molto bella come pure il ritorno da parte di Elton al piano rhodes; intro un po’ spaziale.

10. It’s getting Dark in Here(7,5)
Brano carino ma che passa un pò inosservato; il problema di questo album è che forse è anche troppo omogeneo (tranne answer, allowed, the cat son tutte molto simili). La mancanza di brani veloci ha deluso diversi fans.
E’ una bella canzone ma ascoltarla o saltarla non mi cambia la vita!Secondo me un brano dettato più dall’esperienza che dall’ispirazione.

11. I can’t keep this from you. (7,5)

Il brano comincia scopiazzando un pò i Procul Harum; con un giro d’organo non molto originale. Forse Babylon farebbe meglio ad ascoltare Al Kooper o altri grandi hammondisti… Anche questo brano è carino ma Elton ne potrebbe scrivere a decine di simili senza alcuno sforzo! Carina ma poco originale e ispirata. La band ha suonato bene anche qui ma anche questo brano non sarà secondo me ricordato ne da Elton ne dai suoi innumerevoli fans.
Gli ultimi due brani del cd che avrebbero potuto fare la differenza sono invece trascurabili; non vedo grosse differenze tra certe canzoni inserite nel cd e le B-side; anzi forse qualche B-Side è anche meglio!
 
 
 


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