Peachtree Road
Ancora tre anni allo scoccare della sessantesima
candelina...
e, probabilmente, al remake di 'Sixty
Years On'...
E' quasi un mese che ascolto Peachtree
Road;
è un disco fatto con il cuore;
molta coesione tra un brano e l'altro; suoni
sono molto belli.
L'impostazione prosegue il discorso avviato
con Songs From The West Coast
(lo ascolto ancora e spesso: Emperor,
Mansfield, This Train, Bird sono capolavori
assoluti).
Però non mi piace, in po' come la
copertina così insignificante che può
passare inosservata
nelle vetrine dei negozi di dischi.
Per la prima volta in 30 anni trovo noioso
un disco di Elton John, le canzoni
ripetitive.
Ogni canzone ricorda almeno tre o quattro
canzoni di altra epoca.
Non era mai successo, nemmeno nei dischi
del periodo critico.
Come ha scritto il Buscadero: 'sa di vecchio'.
In The Weight of the World Elton ritenta
senza originalità il colpaccio
compositivo di Emperor; bellissimo l'inizio
e l'arrangiamento ma dopo di
due minuti prevale la noia. Nel ritornello
(ahimé) viene ripreso addirittura
una melodia di Alan Sorrenti (vi ricordate
Tu Sei L'unica Donna Per Me quando
cantava 'quando il sole del mattino ci
sveglia?)
Too Many Tears ripropone invece le idee
di Mansfield; è carina ma manca
la passione che trovo in Mansfield.
Pesissima Freaks In Love.
Carina I Stop and I Breathe anche se nel
ritornello il piano Elton è attentissimo
a non straripare nel citare Burn Down
the Mission.
My Elusive Drug è una gran bella
canzone anche se dentro 'è di tutto: molto
di I've Seen That Movie Too, una frase
melodica di Your song e qualcosa
anche da Susie (Dramas).
Le canzoni scelte come singolo mi piacciono;
le considero due capolavori
di composizione, interpretazione ed equilibrio
nell'arrangiamento; puro
stile Elton John.
Già le vedo nella prossima edizione
del Greatest Hits. Grandioso l'intervento
di
Nigel poco prima del ritornello in I'm
Thankful!
It's Gettin' Dark In Here (la mia preferita)
è un doppio omaggio a Dylan:
nel titolo (ricordate la recente Not Dark
Yet di Bob?) e nella musica (il
coro iniziale è da Knocking on
Heaven's Door di Bob). Il ritornello, invece,
è un omaggio all'Elton di Little
Jeannie. Bella lo voce di Elton! Si sta
facendo notte...
Anche Can't Keep This From You mi piace
molto, soprattutto per i cori maschili
(vero punto forte di questo album) e per
la voce di Elton verso la fine:
anche se non ha più il falsetto,
si lascia andare e ci lascia intravvedere,
un po' come accade nelle tre bellissime
B-sides dei singoli, qualcosa di
quello che potrebbe ancora fare.
Piccole curiosità per i collezionisti:
in Turn The Lights Out When You Leave,
Elton riprende il pezzo finale della mai
pubblicata Baby I Miss You; e alla
fine di Renegade cita gli urletti finali
di Nobody Wins.
Fine della recensione e della sparatoria
sul nostro piano player sessantenne
dal quale, credo, possiamo aspettarci
ancora sorprese. Credo abbia ancora
canzoni magiche da tirar fuori dal cappello!
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