kid

I hope you don't mind...
 Premettendo che non sono abile come molti di voi a scrivere recensioni perché non l’ho mai fatto prima, spero che non vi dispiaccia se al di là di osservazioni tecniche abbia voluto esprimere anche io, come alcuni il mio resoconto, o meglio le mie impressioni relative a Captain & the Kid, che mi ha trasmesso notevole motivazione per provare a buttare giù qualche riga su questa avvincente storia che continua ad affascinarci, e che ebbe inizio molti anni prima che la maggior parte di noi nascesse per riproporsi affinché qualcuno continui a tenerla viva dentro di se.

E se non per il piacere di essere ascoltati, non ritengo opportuno che quel che sento di voler esporre sia motivo di approvazione, perché ognuno di noi vive queste suggestioni in modo diverso, anche se il tema in questione fino ad ora non è stato mai fonte di divario sulle nostre considerazioni.
Sono semplicemente grata di questo nuovo album che si è fatto molto attendere. Introduco brevemente che per me questo è stato un anno molto particolare e intenso, in cui ho sperimentato per la prima volta le sensazioni più brutte, di quelle che ti lasciano vulnerabile e spiazzato per mancanza di stimoli e impulsi ma anche le più belle in assoluto, che mi hanno riscattata da quei momenti che mi avevano tenuta sospesa nella totale inerzia.

Elton da sei anni è una vitalità, una carica, le sue canzoni mi fanno stare bene dentro, e in un mondo come questo in cui la musica è venduta come il pane, ci affidiamo ad essa per saziare il nostro bisogno di condividerne piacere e malinconia.
–Guess there are times when we all need to share a little pain…-
E Captain & the Kid rappresenta per me un traguardo di fine anno, sbocciato in un momento personale in cui avevo bisogno di qualcosa che mi portasse un po’ di fortuna :-)

La sorpresa di queste canzoni, a parte la loro varietà nel ritmo e nella melodia è che hanno una storia meravigliosa da raccontare, quella di due fantastiche persone legate da sempre seppure vivendo i loro ruoli parallelamente: chi cavalcando una sella di cuoio, chi sedendo un cuscino di pelle su banchetto di legno nero laccato dinanzi a un pianoforte, dal quale continuano a diffondersi note accompagnate dal supporto di versi che hanno a loro volta raccontato di altri personaggi che, dalla Lousiana fino al Vicksburg hanno attraversato il Mississippi fino agli aridi paesaggi dell’America del west, in un viaggio che ha proseguito attraversando l’intero paese fino a raggiungere New York, dove qualcosa li ha affascinati più del viaggio di un uomo che mentre spaziava in un razzo tra le stelle del successo salutava Daniel, prima che tante altre persone a lui vicine iniziassero a spegnersi…
Ma ora è tornato per raccontare se stesso con il sostegno essenziale del suo amico, ripercorrendo spazio e tempo del loro percorso.

And it amazes me.

di Lady Samantha


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