Siamo all’epilogo, o forse a un piccolo riassunto
per chi si è aggiunto nel corso degli anni senza sapere bene di preciso
cosa che è successo quando si è imbattuto in questi 2 il Capitano ( di
ventura o di sventura qual si voglia) e il Kid che poi adesso tanto kid
non è più nemmeno lui.
Ci sono piccole perle di saggezza da tenere
in tasca con questo album, perle che assomigliano spesso a sfere di
indovini che più che altro ti fanno vedere il passato e mostrano come
tutta la magia dei “venditori di verità” ebbe inizio…in sequenza
perfetta, come una narrazione…
Ai tempi del Capitano Fantastico, in
America c’era un certo Richard Nixon che quelli come me è già tanto se
lo hanno letto sui libri di storia. Beh deve aver fatto un bel casino
ai suoi tempi, perché a distanza di anni sono sempre tutti a parlare di
lui anche se fanno l’amore con la Lewinsky o la guerra con Saddam. Lo
scenario quindi che si apre è quello che si sarebbe immaginato
qualsiasi ventenne e non solo, che mette piede sul suolo americano, un
presidente che sta nuotando negli scandali, e i due ragazzini spaesati
si vedono catapultati in un mondo quasi da favola, dove tra divi e
macchine lussuose, l’unico che dall’alto di una statua benedice i
passanti, non è un Papa o un Dittatore, ma l’uomo, Walt Disney la cui
vita preannuncia quella dei 2 inglesini dagli occhi sgranati. Vita
fatta di sogni realizzati e di emozioni regalate al mondo con le
proprie creazioni…Dio per l’appunto che crea come un cantautore..
Partendo
in quarta con una bellissima porche rossa rubata a Steeve Mc Queen
mentre fa il figo con le ragazze, è tempo di mettersi in fila per
entrare nel mondo del music business con i ritmi frenetici, gli
spintoni e le false promesse che uno che entra nel mondo che ha sempre
sognato deve subire e già da qui si scorge un richiamo al primo Captain
dove si legge di prendere la nave o la ruota della fortuna l’importante
è poter atterrare dall’altra parte.
Qui la nave ha un suono biblico
come la torre di babele del 75, ma tutto rimane come sospeso nell’aria
e all’improvviso sembra cambiare anche il tempo che da splendente
all’arrivo sulla strada dei mattoni gialli, si fa cupo come coperto
dallo smog di una grande metropoli. Metropoli amata quasi morbosamente,
accarezzata come un porta fortuna, ma allo stesso tempo che porta i
segni di quelle che sono state le delusioni, una NYC che si lecca le
ferite, da magnifica capitale del mondo, multietnica e ricca di
opportunità a città malata, che nasconde sotto un’apparente perfezione
un velo di malinconia e di tristezza. E tra neve, buio e smog, i figli
di banchieri e di avvocati, a distanza di anni, non sanno ancora se
fuori è giorno o notte perché tutto è abbandonato a se stesso, tra
mafiosi italiani e locali gay. Ma c’è ancora amore per questo luogo a
cui sembra mancare qualcosa.. E’ una sensazione impercettibile che è
sempre rimasta, a distanza di 30 anni, negli occhi del Cowboy e nella
voce del Capitano, magia, fatta di critica e riconoscenza.
E al
cambiamento del tempo, coincide la percezione dell’elevata velocità
della poche che ormai non è più quella di Mc Queen visto che arrivando
fama e gloria arrivano anche i dollari. Velocità portata all’eccesso
come per arrivare a una vetta. Ma più ci si avvicina alla vetta più è
facile scendere dall’altra parte, quindi un niente può far scivolare il
tutto, ed è come, in mezzo alle scintille del successo, far si che
tutto esploda come è già successo ad altr,i che sembra, con la loro
voglia di onnipotenza e conoscenza, da Ulisse a Robert Johnson, non
abbiano fatto piacere a chi in alto ci sta da sempre…
Ed ecco allora
che tutto precipita in un dirupo, con scenari che solo Tim Burton
potrebbe descrivere tra ragnatele e volti cupi, resi irriconoscibili da
quella sottile polvere bianca che da un certo punto in poi sembra come
venire assorbita dal cuore di colui ormai divenuto uomo che ha osato
sfidare il cielo scalando l’Olimpo con successi e talento a non
finire.. Il tempo non esiste più e tutto è come caduto in un limbo,
nell’ attesa di capire cos’altro aspetta quest’ anima dilaniata che nel
frattempo si è allontanata dal suo spirito gemello, che nel cuore ha
sempre il West. E’ arrivato il momento del bivio, o cercare di risalire
dal nulla (cosa che è riuscita ora come non mai), cercare un appiglio
nella stessa melma che richiama anche The Westland, con ulteriori
immagini che giusto uno come T. S. Eliot aveva già scritto, oppure
entrare subito nella gloria degli Dei come Elvis come Morrison, o come
lo stesso occhialuto Buddy Holly..
Persone ,si legge nelle strofe
successive, che hanno perso la battaglia con il Blues, il destino. Una
battaglia come una partita a dadi , come anche una partita a scacchi
contro la morte già descritta anch’essa nel Settimo Sigillo…Ed ecco il
momento della rivelazione, della risalita, della consapevolezza di
essere non tra coloro che se ne sono andati talmente giovani da
rimanere immortali come recita Lestat DIE YOUNG LIVE FOREVER, ma tra
coloro che hanno vinto la battaglia con il Fato e e adesso ricordano
chi, anche se per poco, ha svolto un ruolo importante nella sua vita, e
se n’è andato trasmettendo messaggi.
Forse è per questo che il
Capitano è cosi fortunato, forse il Capitano insieme al suo Cowboy
doveva rimanere per raccontare gesta di uomini per far sognare ancora,
forse doveva solo continuare, farsi forza e attraversare il ponte,
metafora di transizione tra ieri e domani, un momento in cui si tirano
davvero le somme di una vita che ha dato perdite e gloria, fallimenti e
successo, ammirazione, invidia, odio, amore…Doveva rischiare perché
aveva ancora altro da fare , da raccontare, doveva ancora dire a chi
non c’ era come tutto è cominciato e come tutto è arrivato fino a qui,
cos’è accaduto in 30 anni che potrebbe cambiare il pensiero e le
riflessioni di chi ancora, è un ventenne costruttore di sogni…
Sicuramente
raccontare e far capire che il successo non è tutto, soprattutto in
questi anni che magari nei gesti non lo dimostra e allora torna
indietro cantando d’amore e prendendo spunto da un’artista da lui
amato, che in questi giorni combatte per il primo posto in classifica,
come lui. E anche se non parla di guerra, adesso in o on the wind non
sono più né le candele, né le risposte, ma le domande poste da persone
che possono insegnare qualcosa anche se sono semplici amanti. La cosa
fondamentale è imparare ad ascoltare e ad essere di nuovo in 2.
In 2
come ai vecchi tempi, il ritrovo, non più in un Pub Londinese, ma
magari in una bella villetta a Nizza a richiamare i tempi andati
davanti a un buon bicchiere di vino e a una birra analcolica ( lezione
imparata..) Ridere della gloria e anche di quello che non è andato bene
perché alla fine, adesso come allora “è un po’ strano questo sentimento
che ho dentro” Guardarsi negli occhi e vedere oltre a qualche ruga in
più, sogni realizzati e prepararsi a scrivere per raccontare tutto
questo, per raccontare cosa fa il successo, ma anche cosa è capace di
fare un uomo quando sa rialzarsi, quando decide di continuare a
lottare, contro tutto, contro tutti, i Gorge Michael e le Madonne e
come il suo Cowboy è ancora a ridere con lui. Allora pronti a dire
adesso dove siamo..
Cosa abbiamo fatto? Tra città cambiate come
quella del ragazzo della via Gluck e uomini migliori, è stato costruito
il futuro di due anime gemelle, delle due persone più opposte di questo
mondo che si sono unite creando qualcosa di unico (allora dico aveva
ragione Platone..basta cercare e avere fortuna). Tra l’amore per il
West e per le feste lussuose , sono stati scritti pezzi per far piacere
a chi vuole a ogni concerto sentire le solite ballate alla Reginaldo
sdolcinato, e nel bene e nel male, tra una Candle in The wind
rivisitata su richiesta di Sarah Spencer e un ennesima versione di Your
song per il male delle mie orecchie per l’intromissione dell’italiano,
ma il bene dei miei occhi, grazie a un altro Capitano, ma quello della
nazionale inglese, 2 uomini, uno amante dei cavalli della California e
l’altro di quelli di una Ferrari, si sono ritrovati, consapevoli che
poteva finire peggio, se il “diavolo” avesse preso il posto di uno di
loro. Ma quello che conta è che allora come adesso e si spera anche
domani, l’intento è quello di andare avanti e leggere che non è vero
che i sogni non si realizzano e non sono tutte bugie quelle che si
trovano scritte su una canzone, ma sono favole, che fanno riflettere,
imparare e SOGNARE. L’importante è non fermarsi perché quello che uno
che fa questo mestiere vuole vendere sono solo VERITA’, anche se
romanzate.
Allora Grazie per le Verità che mi Vendete…
Elton Jr